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Traduzione scientifica: l’impatto dell’AI e altre cose da sapere

C’è un errore che interpreti e traduttori, ma anche persone comuni, è importante che evitino assolutamente: sottovalutare una tecnologia quale l’intelligenza artificiale, che si sta confermando innovativa e persino trasformativa.

Al contempo, ed è un altro errore da evitare, l’IA non va sopravvalutata: non è infatti in grado di sostituirsi alla professionalità di queste figure.

Un discorso che ben si applica a un ambito specialistico quale la traduzione scientifica, dove accuratezza terminologica e comprensione/contestualizzazione dei contenuti risultano essenziali: basta un’imprecisione anche minima per alterare il significato dell’informazione.

Un’insidia che chi pratica il lavoro traduttore di inglese-italiano conosce bene, solo per citare la lingua per eccellenza di questo ambito, e su cui si interroga riga dopo riga, esperienza dopo esperienza.

Analizziamo dunque cosa sta cambiando con l’AI e quali sono gli aspetti da considerare nella traduzione scientifica.

Traduzione scientifica: perché l’IA da sola non è sinonimo di qualità

La traduzione scientifica presenta una peculiarità: conoscere perfettamente due lingue non basta. Si dimostra imprescindibile padroneggiare la singola materia e, di pari passo, sapersi muovere all’interno di una terminologia altamente specialistica.

Tutto questo considerando che l’ambito scientifico è decisamente ampio: l’interpretazione in campo veterinario presenta canoni differenti da quella in campo medicale.

Ciò implica che lo stesso termine tende ad assumere un significato preciso in un determinato contesto, risultando corretto/scorretto a seconda di tale fattore.

Proviamo a spiegarci meglio con un esempio che riguarda il lavoro di un traduttore inglese-italiano.

Il termine inglese “significant” in statistica non indica semplicemente qualcosa di “importante”, ma rimanda al concetto specifico di significatività statistica. Una sfumatura tutt’altro che secondaria e che un traduttore è in grado di cogliere; un correttore automatico non sempre.

Questo esempio mostra chiaramente come nella traduzione scientifica un’imprecisione può arrivare a modificare il contenuto stesso dell’informazione, ed è anche per questo che, con e senza IA, verifiche e competenze incrociate assumono una valenza particolare.

Se già in passato era essenziale diffidare del correttore automatico, con l’avvento dell’IA il rapporto tra tecnologia e professionalità diventa ancora più complesso, questo perché l’intelligenza artificiale, da sola, non può bastare.

L’impatto dell’intelligenza artificiale nella traduzione scientifica, tra potenzialità e limiti

L’IA, se usata come strumento (e non come fine), può essere proficua nella traduzione scientifica. Trattandosi di una tecnologia sofisticata, ancora in fase di studio e di aggiornamento, le sue potenzialità sono ancora da definire.

Sicuramente è un supporto utile di confronto e di apprendimento, persino di reperimento delle fonti (nel caso di alcune piattaforme come Perplexity AI). Inoltre, è funzionale per ottimizzare il processo di editing, ad esempio nella ricerca di refusi e imprecisioni linguistiche.

L’IA presenta però diversi limiti che è bene non ignorare. Ecco quelli più rilevanti:

  • l’IA fa fatica con le sfumature, ed è un attimo che utilizzi un termine improprio e questo nella traduzione scientifica è facile che possa costare caro;
  • non è in grado di governare il contesto, e ciò si ripercuote, ancora una volta, nel cogliere le possibili sottigliezze;
  • non è ancora spesso trasparente con la trasparenza delle fonti, non assicurando la piena tracciabilità delle informazioni e dunque la loro stessa verificabilità;
  • talvolta tende a prendere iniziative, risultando non semplice da governare.

Sorprendentemente, l’IA, per chi la utilizza in maniera professionale, non velocizza poi tanto il flusso di lavoro, né migliora la creatività. Questo perché è vero che di suo è veloce, ma bisogna sommare, ai suoi tempi, quelli di supervisione e impostazione umana.

Integrare l’IA nel lavoro del traduttore in ambito scientifico

Alla luce di quanto analizzato, pensare all’IA in chiave sostitutiva appare poco realistico, soprattutto in un ambito specialistico come quello scientifico.

Bisogna quindi rinunciare a utilizzarla? Certamente no, sarebbe come non utilizzare uno strumento con indubbie potenzialità: occorre integrarla nel proprio metodo, puntando tanto sull’accuratezza del risultato quanto sulla supervisione costante.

Il punto non è quindi rinunciare alla tecnologia, quanto piuttosto padroneggiarla con consapevolezza. In tal senso, diventa dunque essenziale approntare una formazione costante e di alto profilo: qualcosa su cui AMI investe da sempre, a fronte di un approccio alla professione attento anche ad aspetti trasversali come la sostenibilità.

Delegare la traduzione a chi non è del mestiere è invece pericoloso: non offre alcuna garanzia, soprattutto per quanto concerne la precisione scientifica, a sua volta un fattore basilare.

Hai bisogno di una traduzione scientifica accurata e affidabile per pubblicazioni, documenti specialistici o contenuti destinati a un pubblico internazionale? Contatta AMI – Associazione Milano Interpreti al numero 02 86 45 04 62 oppure scrivi all’e-mail ami@milanointerpreti.net per ricevere una consulenza personalizzata.

ph. credit: pixabay.com

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