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Cos’è il relais: una tecnica di interpretazione indiretta
Ci sono casi in cui tradurre direttamente da una lingua a un’altra non è possibile, soprattutto durante conferenze ed eventi internazionali che coinvolgono partecipanti di nazionalità differenti e che magari parlano una lingua rara.
Come fare, dunque, per garantire una comunicazione efficace tra tutti gli interlocutori, anche quando gli interpreti presenti non conoscono tutte le lingue utilizzate?
È qui che entra in gioco il relais, una particolare tecnica di interpretazione indiretta che prevede il passaggio attraverso una lingua intermedia, detta altresì lingua pivot.
In questo approfondimento analizziamo più da vicino come funziona il relais, quando viene utilizzato e quali accortezze richiede ai professionisti coinvolti.
Cos’è il relais? Una definizione
La Commissione Europea, sul suo portale ufficiale, definisce il relais in questo modo:
“detta a volte ‘interpretazione indiretta’. Gli interpreti lavorano da una lingua che non comprendono attraverso una lingua ponte.
Esempio: interpretare dal finlandese in slovacco attraverso una prima interpretazione in francese.”
L’esempio illustrato dalla Commissione Europea rende bene la natura di interpretazione in due tappe del Relais:
- un oratore si esprime in una lingua A;
- bisogna però tradurre una lingua C, ma manca un interprete verticale che conosca entrambe le lingue;
- abbiamo allora un interprete per la lingua A e per la lingua C;
- e un interprete che padroneggia una lingua B, intermedia, comune agli altri due interpreti.
Il relais è una tecnica che richiede un’attenzione particolare, perché è facile cadere in un vero e proprio corto circuito: c’è infatti davvero poco margine di manovra. Sono dunque ancora più determinanti la bravura e l’esperienza di tutte le figure coinvolte.
Relais vs Retour
Il relais non va confuso con il retour, come a volte invece accade. Come affermato dalla Commissione Europea, il retour “si effettua dalla propria lingua madre in una delle lingue passive”.
Nel retour non c’è una lingua ponte, come nel relais: non è una tecnica di interpretazione indiretta ma diretta.
La differenza principale riguarda quindi la direzione dell’interpretazione e il numero di passaggi necessari per trasmettere il messaggio.
Nel retour, infatti, l’interprete lavora dalla propria lingua madre verso una lingua straniera che padroneggia a livello professionale. Nel relais, invece, il messaggio viene prima interpretato in una lingua intermedia e successivamente trasferito nella lingua di destinazione.
Le due modalità rispondono dunque a esigenze differenti e richiedono competenze specifiche. Nel relais, in particolare, assume un ruolo fondamentale il coordinamento tra gli interpreti coinvolti, poiché la qualità dell’interpretazione finale dipende anche dalla chiarezza e dall’accuratezza del primo passaggio.
Quando si utilizza il relais e il ruolo dell’interprete pivot
Il relais viene utilizzato soprattutto da parte degli interpreti di conferenza all’interno degli eventi multilingue quando non è possibile garantire un’interpretazione diretta per tutte le combinazioni linguistiche richieste.
In questi casi assume particolare importanza l’interprete pivot: il professionista che traduce il discorso originale in una lingua intermedia, rendendolo accessibile agli altri colleghi.
Il suo lavoro costituisce quindi il punto di riferimento per le successive interpretazioni. Una soluzione che permette di gestire combinazioni linguistiche complesse, ma che richiede un’organizzazione accurata e una stretta collaborazione tra i professionisti coinvolti.
Le difficoltà dell’interpretazione del relais
Il relais presenta alcune criticità specifiche, legate soprattutto al fatto che il messaggio viene interpretato due volte.
Il primo rischio riguarda la possibile perdita di informazioni e sfumature, che può ripercuotersi sulla qualità dell’interpretazione finale.
A questo si aggiunge il décalage, ovvero lo scarto temporale tra il discorso originale e la sua restituzione, che può aumentare a causa del passaggio intermedio.
Diventano quindi fondamentali precisione, chiarezza espositiva e capacità di coordinamento: per questo la preparazione e l’esperienza degli interpreti fanno la differenza.
Tutti gli interpreti di AMI sono membri di AIIC (Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza), un riferimento internazionale per la professione e dunque una garanzia anche quando si parla di interpreti per il relais. Un elemento che riflette l’attenzione dell’associazione verso la professionalità e la qualità dei servizi di interpretazione.
Ti piacerebbe scoprire qualcosa di più sui nostri servizi per il relais? Contatta gli interpreti di AMI – Associazione Milano Interpreti al numero 02 86 45 04 62 oppure scrivi all’e-mail ami@milanointerpreti.net per ricevere una consulenza personalizzata.
credit: Immagine di Vectorarte su Magnific
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